“Nella terapia gestaltica lavoriamo per ottenere qualcos’altro.
Siamo qui per promuovere il processo di crescita
e sviluppare il potenziale umano”
(F. Perls in La terapia gestaltica parola per parola)
Il libro in questione porta in grembo almeno due novità nel panorama culturale della terapia della Gestalt: viene introdotto da Mariano Pizzimenti il concetto di aggressività sessuale e contemporaneamente esperti importanti della Gestalt sviluppano e approfondiscono, in modi e con stili differenti, i temi dell’aggressività e della sessualità. Dunque un’opera aperta, orientata al dialogo, al confronto, allo scambio e alla crescita della comunità gestaltica.
La struttura metodologica del libro sembrerebbe preannunciare al lettore il significato di aggressività sessuale, come scrive l’Autore nell’introduzione: “Questo libro vuole essere un contributo alla biodiversità nel campo della psicoterapia e del counseling della Gestalt. Vuole dare valore a visioni diverse che vogliano trovare un minimo comune denominatore, senza assestarsi al livello di rischio più basso per non confliggere tra loro, ma che sono disposte a darsi valore e dignità pur aggredendosi e differenziandosi”.
Il concetto di aggressività sessuale si deve a Isha Larry Bloomberg, maestro dell’Autore, il quale non lasciò alcuna testimonianza scritta, fedele come altri gestaltisti del passato a trasmettere solo nell’esperienza del lavoro la Gestalt. E in questo caso direi che ha funzionato: Mariano ha incarnato quel termine fino ad assimilarlo e poi svilupparlo nella sua pratica clinica, formativa e ora anche in questo volume!
Tornando ora all’aspetto di novità, come possono stare insieme aggressività e sessualità? Secondo l’Autore posso stare insieme in un rapporto di figura/sfondo, ovvero possono coesistere contemporaneamente. In quanto l’aggressività sessuale non è un’esperienza istintiva, ma evolutiva, può appartenere all’adultità, è una delle possibili forme di ricerca del contatto nell’essere umano. L’aggressività “…mantiene le sue caratteristiche di azione, di andare verso ciò che voglio ed anche la capacità di agire per distruggere gli ostacoli che si frappongono alla mia soddisfazione, ma che perde la sua caratteristica di appropriazione sostituendola con un principio di scambio, di risonanza e cura”. Dunque aggressività e sessualità non si manifestano come la combinazione di due istinti, ma come una nuova esperienza o meglio una nuova Gestalt. Il piacere sostiene l’azione, è un sentirsi in contatto con i propri genitali, e non necessariamente l’aggressività sessuale comporta un coinvolgimento genitale con l’altro. Ciò che caratterizza questo tipo di contatto è l’eccitazione, il radicamento nei propri genitali, lo scambio, la permeabilità dei confini e l’interesse a creare con l’altro, o con gli altri nella situazione specifica, qualcosa di nuovo.
In questa recensione riporto solo un assaggio dell’intenso lavoro presentato circa l’aggressività sessuale che nel saggio di Pizzimenti si sviluppa anche rispetto a quali siano i disturbi sessuali e a come possano essere affrontati in termini relazionali nel lavoro di terapia.
E qualche parola vorrei dedicare inoltre ai preziosi contributi presenti nel libro e così: Barbara Bellini pone l’accento del suo saggio su Il linguaggio segreto della sessualità, approfondisce il tema dell’aggressività sessuale nel lavoro terapeutico con le coppie che approdano in terapia quasi sempre con un’evidente aggressività o comunque conflittualità e dunque il lavoro del terapeuta si orienta a sostenere la sessualità e l’intimità della coppia. A tal fine l’Autrice individua e descrive tre fuochi d’intervento: “qui e ora della sessualità nella seduta”, “la pratica sessuale” e “la fantasia sessuale”. Sergio La Rosa approfondisce il tema delle Origini ed effetti dei disordini relazionali nella psicopatologia del rapporto di coppia: disadattamenti nel processo di contatto e sviluppo di conflitti opportunisti, il saggio si sviluppa attraverso la ripresa di elementi antropologici, sociologici e della psicologia evolutiva, al fine di riunirli in una prospettiva denominata come “nuova fenomenologia”. L’Autore delinea un percorso articolato e riporta alcuni meccanismi neurochimici in riferimento allo sviluppo relazionale pur sempre all’interno di una rilettura gestaltica. Paolo Quattrini introduce il discorso Aggressività e territorialità. L’Autore propone una lettura fenomenologico – esistenziale e propone di “guardare” le emozioni, intese come impulsi, almeno da due punti di vista, quello biologico e quello psicologico. Il piano umano inteso come: “organizzazione sociale, scienza, arte (…) poggia su quello animale che ne costituisce le fondamenta”. Dunque per parlare di aggressività, nel suo saggio, recupera e approfondisce il concetto di territorialità, come spinta/istinto a “conquistare e difendere un territorio”, ma anche come istanza vitale nella costruzione e nella difesa dei propri legami sociali o affettivi. Vorrei qui riportare un passaggio che trovo interessante e che si differenzia particolarmente: “Ammettere che l’uomo è territoriale di natura mina la mitologia dell’innocenza e non permette di scaricare le proprie responsabilità sugli altri: il fatto è che in realtà non è l’aggressività a essere ‘cattiva’, ma lo è la vita animale, la cui sopravvivenza è inesorabilmente legata al sacrificio di altre vite. La vita in sé implica dunque la minaccia per altri esseri, anche se gli uomini spesso non sono disposti ad ammetterlo. Sarebbe un passo avanti prenderne consapevolezza, invece di negarlo in nome di una presunta innocenza”. Anna R. Ravenna accende i riflettori su La vita di coppia: il legame d’amore tra attaccamento e autonomia. Ho trovato particolarmente interessante il paragrafo dedicato alla Psicoterapia della Gestalt, nel quale l’Autrice in modo lineare e delicato illustra la cornice del lavoro terapeutico con le coppie alla luce dei cambiamenti sociali. Giovanni Salonia riconnette Eros e logos: la prospettiva gestaltica, in un saggio breve e molto intenso, di cui vorrei portare al lettore la suggestione finale: “La sessualità – se dentro eros e logos – emana come una campana tibetana suoni che sanno di luoghi intimi e di luoghi lontani, di vibrazioni che ci chiamano perché ci appartengono”. Margherita Spagnuolo Lobb – Direttore dalla Collana Psicoterapia della Gestalt che ospita questo volume – estende il discorso Dal bisogno di aggressività al bisogno di radicamento: la prospettiva clinica e sociale della psicoterapia della Gestalt post–moderna. È un saggio ricco di riferimenti bibliografici e di riflessioni che pone la questione del cambiamento e dell’evoluzione sociale dagli anni ’50 ad oggi e, dunque, sottolinea la necessità di rivisitare il concetto di aggressività così come veniva intesa da Perls e approfondisce il tema della sessualità nel setting terapeutico. Carmen Vàzquez Bandìn esplora L’aggressività nel gioco della conquista, soffermandosi sull’esperienze di pre–contatto dell’atto sessuale o del processo amoroso, quali: l’attrazione, il desiderio, l’istinto, la conquista, la seduzione e il corteggiamento. Fino a giungere nel suo lavoro, dall’atmosfera eccitante, agli aspetti psicopatologici nel gioco della conquista.
È un libro vivo e pulsante di stimoli, le scritture, seppure nelle loro diversità, mostrano la bellezza della concezione gestaltica che non è cristallizzata, ma capace di evolvere e in cui la teoria si appoggia sull’esperienza della vita e della terapia. Nell’articolarsi teorico dei temi affrontati forse vi sono dei vuoti, ma a mio avviso quei vuoti possono essere qui intesi come vuoti fertili, gravidi di potenzialità e capaci di lasciare quello spazio necessario per accogliere – in termini di esperienza vissuta – la complessità esistenziale dei fenomeni che vengono trattati.
Buona lettura!









