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L’esthétique de l’étrangété

L’esthétique de l’étrangété

Quando Elisabetta Caldera mi propose questo articolo come base del suo intervento al convegno annuale della nostra scuola provai un misto di sorpresa ed eccitazione. Da ex sessantottino il suo concetto degli interstizi mi evocò immediatamente Carl Marx e ci fu sorpresa ed eccitazione nel vederlo applicato nell’ambito delle relazioni umane ed in particolare del rapporto con lo straniero. Caldera, partendo dalla propria esperienza personale di “italiana in Francia”, ci fa esplorare i collegamenti tra estraneità, diversità, integrazione e sostegno. Offrendo una soluzione creativa al difficile ma stimolante tema dell’incontro con l’altro.

Mariano Pizzimenti

 

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