Nel mese di aprile 2015 si è tenuto a Torino il V Convegno della Fisig, organizzato dalla Scuola Gestalt di Torino. La redazione della nostra rivista ha colto l’occasione del convegno per intervistare i Direttori dei più importanti Istituti di Gestalt presenti in Italia sul tema della sessualità e aggressività nella didattica delle loro scuole. Era nostro interesse conoscere se le scuole di Gestalt prevedano una formazione specifica su questi temi e, in particolare, come trattino la sessualità nella relazione terapeutica.
Ad ogni Direttore sono state poste tre domande:
- Perls in Io, la fame e l’aggressività ha messo l’aggressività e la sessualità come base della Terapia della Gestalt. Questa visione è ancora presente nella Scuola Gestalt di Torino? Come colleghi aggressività e sessualità al lavoro terapeutico?
- Sul tema della sessualità si è scritto e discusso poco nella Gestalt: che tipo di riflessione c’è nella vostra scuola sul tema della sessualità? È una tematica presente nella relazione tra paziente e terapeuta o tra counselor e cliente? Se sì, come?
- Da sempre preti prima, psicologi e medici dopo, si sono arrogati la prerogativa di insegnare agli altri qual è il modo giusto di vivere la sessualità. Il controllo del sesso è transculturalmente uno strumento di potere. La Terapia della Gestalt ai suoi esordi aveva abbracciato, sulla scia di Reich, la liberazione sessuale come via per la liberazione e la salute dell’individuo: qual è l’orientamento della vostra scuola su questo tema?
La prima intervista (video) che pubblichiamo è quella fatta a Mariano Pizzimenti, periodicamente pubblicheremo tutte le altre.
La seconda intervista (video) è a Paolo Baiocchi
Terza intervista (video) Greco/Boldrini
Quarta intervista (video) Lommatzsch/Terzi
Quinta intervista (video) Raffaele Sperandeo
Sesta intervista (video) ad Efisio Temporin
Settima ed ultima intervista (video) a Riccardo Zerbetto










