a cura di Barbara Bellini (tratto dal workshop del 13/09/2018 di Mariano Pizzimenti)
Il panico è un’esperienza di “spostamento”.
Cosa vuol dire questo termine?
Vuol dire che spostiamo paure, difficoltà, tensioni che nascono in un momento e in una situazione particolare della nostra vita in un’altra situazione fittizia che sarà sempre vissuta con disagio, ma comunque maggiormente controllabile.
L’attacco di panico è improvviso e imprevedibile: può capitare durante la guida, in aereo, sul tram, nei luoghi affollati, negli spazi chiusi o spazi aperti, al ristorante.. Ciò che sentiamo a livello fisico è la tachicardia, la sudorazione, la difficoltà a respirare… e a livello psicologico la paura di morire.
Il paradosso è che abbiamo l’impressione di perdere il controllo in situazioni su cui in realtà possiamo esercitare un controllo! Iniziamo infatti ad evitare aereo, macchina, amici, ovvero a restringere sempre di più la nostra quotidianità con l’illusione di dominarla.
In questo modo spostiamo l’attenzione rispetto ad una difficoltà che non ci sentiamo di affrontare.
Nel corso della vita avvengono tanti cambiamenti evolutivi che richiedono di elaborare paure molto profonde, come accade quando alcune relazioni/situazioni importanti si stanno trasformando (la possibile fine di un matrimonio, il desiderio per un giovane di lasciare casa, ecc.). Prendere in considerazione che il nostro matrimonio sia finito, ad esempio, può suscitare il pensiero di non essere in grado di affrontare un possibile cambiamento e sviluppare un’angoscia intollerabile al punto che la persona la cancella o, più correttamente, nasconde alla coscienza. L’attacco di panico consente a questo punto, di denunciare il malessere, ma contemporaneamente di rimanere fermi in una situazione certamente non appagante, ma comunque accettabile per le nostre attuali risorse psicologiche in un momento in cui non abbiamo il sostegno per operare scelte differenti.
La persona che soffre di questo disagio vive il senso di una profonda impotenza e il panico è proprio l’esperienza di non avere alcuna possibilità di affrontarla.









