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Attenti al lupo

Attenti al lupo
Dalla Paura al Lupo Cattivo

È questa la seconda tappa del nuovo viaggio intrapreso dalla nostra rivista. Prendendo spunto dai lavori dell’ultimo convegno della Scuola Gestalt di Torino avvenuto quest’anno a maggio, vogliamo esplorare il fenomeno della marginalità e del margine.

Il margine di cui parleremo non è quella striscia vuota che contorna un foglio scritto e su cui aggiungiamo le note, anche se ha degli aspetti in comune con questo.

Il nostro margine è un luogo che diventa tale, che assume questo nome, perché ci vivono gli/le emarginate/i, ma questi/e sono tali proprio perché abitano quel luogo.  I soggetti definiscono l’ambiente e l’ambiente definisce i soggetti, quindi la marginalità è un fenomeno del campo individuo/mondo.

Ma chi sono questi soggetti che diventano emarginati/e? E chi sono i soggetti che emarginano? Come si può essere contemporaneamente emarginanti ed emarginati? A cosa serve questo campo di emarginazione che definisce entrambi i soggetti?

Nei suoi studi sulla struttura della fiaba Vladimir Propp, sviluppò la figura dell’antagonista, colui o colei che ostacola l’eroe o l’eroina nel raggiungimento del suo obbiettivo.

L’antagonista è fondamentale nello sviluppo della fiaba perché combattendo contro l’eroe/ina, cercando di distruggerli, li aiuta in realtà a sviluppare determinazione, a forgiare il coraggio, la forza, a superare la paura.

Il lupo cattivo è forse l’antagonista più famoso del mondo delle fiabe e dell’immaginario di bambini e bambine.

Il lupo cattivo vuole distruggerci, mangiarci, ma per farlo deve riuscire a sedurci, provocarci, farci uscire dalla retta via.

Perrault nella sua versione di cappuccetto rosso mise particolarmente in evidenza la componente sessuale, perversa e traviante del lupo che, travestito, ma neanche tanto, da nonna invita cappuccetto rosso a sdraiarsi nel letto con lui e solo a quel punto la mangia. E nella versione di Perrault, che scriveva espressamente per metter in guardia le figlie della nobiltà francese del primo settecento, non c’è nessun salvatore, la storia finisce così: con cappuccetto rosso mangiata dal lupo.

Il lupo non si adatta ai valori e alle leggi della società, non ne vuole e non può farne parte e se si cede alle sue lusinghe, alla sua seduzione, non c’è salvezza, siamo perduti/e per sempre.

Il lupo lo si può confondere col cane, ma è diverso.

Il cane è un simbolo dell’essere umano civilizzato, del cittadino: affidabile, protettivo, controllabile e “addomesticato”, fedele alla città e alle sue leggi.

Il lupo è famelico, selvatico, pericoloso, aggressivo.

Il lupo vive nella foresta e noi addomesticati nelle città, paesi, campi coltivati.

Noi percorriamo strade sicure che a volte costeggiano o anche attraversano la foresta, questo luogo non civilizzato che separa un luogo civile da un altro, dove vivono i lupi, quelli/e simili a noi ma diverse/i.

In questo numero ci occuperemo di diversità e dei luoghi della diversità

Ci interrogheremo su cosa crea marginalità e sui danni, i pericoli, la cattiveria che vi abitano ma anche la ricchezza, la bellezza, la solidarietà   che in essa si crea.

Esploreremo la diversità nelle sue varie declinazioni e personificazioni, perché “il lupo” cattivo non è solo fuori nel mondo, ma anche in noi, nel nostro corpo e nel nostro immaginario. E nelle nostre stanze di terapia, di counseling, di formazione, arrivano tante persone che ne hanno fatto esperienza e che ne hanno paura, sia di quello fuori che di quello dentro.

Tutti/e noi ci vaghiamo nel mondo “stando sempre attenti al lupo”.

Laggiù c’è un prato piccolo così
Con un gran rumore di cicale
E un profumo dolce e piccolo così
Amore mio è arrivata l’estate
Amore mio è arrivata l’estate
E noi due qui distesi a far l’amore
In mezzo a questo mare di cicale
Questo amore piccolo così
Ma tanto grande che mi sembra di volare
E più ci penso più non so aspettare
Amore mio non devi stare in pena
Questa vita è una catena
Qualche volta fa un po’ male
Guarda come son tranquilla io
Anche se attraverso il bosco
Con l’aiuto del buon Dio
Stando sempre attenta al lupo
Attenti al lupo
Attenti al lupo

 

L. Dalla – Attenti al lupo

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