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Autoregolazione e consapevolezza

Autoregolazione e consapevolezza

Questo numero di Figuremergenti vuole continuare il lavoro sviluppato durante l’ultimo convegno della Scuola Gestalt di Torino.

Il tema di quel convegno era Autoregolazione senza sforzo ed è stato forse uno dei convegni più controversi della nostra scuola.

Le persone che ogni anno organizzano il nostro convegno cambiano ed hanno livelli di esperienza e competenze diverse. Il gruppo organizzatore di quest’anno ha deciso che il funzionamento stesso del gruppo sarebbe stata un’esperienza di ricerca di autoregolazione senza sforzo.

Che cosa voglia dire autoregolazione senza sforzo è stato detto al convegno.  Spero che gli articoli di questo numero porteranno un ulteriore chiarezza su questo e sullo stretto legame che esiste tra autoregolazione e consapevolezza che sono i due temi centrali di questo numero della rivista.

Alcune delle scelte fatte dal gruppo organizzatore del convegno non sono state apprezzate ed hanno suscitato critiche anche intense. Per noi le critiche sono sempre importanti. Ancora di più affrontando il tema dell’autoregolazione.

Affermiamo spesso che la nostra associazione, di cui fanno parte le scuole, questa rivista, il centro di sessuologia e molte altre iniziative, non funzionano su un principio democratico ma su un principio anarchico.

Questo significa che tra noi le decisioni non vengono prese a maggioranza.

Vuol dire che l’individuo decide per il gruppo e che il gruppo decide per l’individuo.

Vuol dire che a chi si prende e viene delegata la responsabilità e la fatica di organizzare e sostenere attività viene riconosciuto il potere di decidere e agire, senza pretendere che gli staff delle varie componenti dell’associazione abbiano un controllo su tutto quello che viene deciso e scelto. Poi le scelte verranno discusse, criticate, aggredite e si andrà avanti a discutere fino ad arrivare ad una comprensione in cui tutti/e potremo riconoscerci e fare proprie.

È intenso e difficile procedere in questo modo e crediamo che ci faccia crescere, il che è uno degli importanti criteri che la Terapia della Gestalt ha per definire la salute.

Anche questo numero della rivista vuole essere un’esperienza di autoregolazione. Partiamo con un numero limitato di articoli e poi ogni mese se ne aggiungeranno altri che saranno modificati dalle riflessioni che faremo in quest’anno e che vorremmo fossero arricchite dai commenti, dagli apprezzamenti e dalle critiche di chi leggerà gli articoli

Con questo numero iniziamo anche la pubblicazione della traduzione, in lingua inglese, del Manuale di Sessuologia della Gestalt pubblicato in Italia da Franco Angeli nel 2023, per sostenere un confronto, già iniziato con colleghə di altri Paesi, sulla particolarità del lavoro con la sessualità nella terapia della Gestalt.

Questo primo blocco comprende un articolo di approfondimento di Mariano Pizzimenti sull’autoregolazione senza sforzo, uno di Barbara Bellini sull’ultimo manoscritto di Perls : Psicopatologia della Consapevolezza, uno di Vilija Girgždė, Ph.D .psicoterapeuta lituana che approfondisce il tema della consapevolezza nel lavoro con le coppie, un articolo di Evelina Praino filosofa che lavora con l’Ateneo Sant’Anselmo di Roma che ci porta uno sguardo diverso sulla consapevolezza e, infine, un articolo di Monica Prato ed Elena Palladino che portano l’attenzione sulla pratica della co-conduzione.

Nei mesi successivi pubblicheremo i contributi di relatorə che sono intervenutə al convegno, inoltre inizierà anche la pubblicazione di articoli in lingua originale, di professionistə e studiosə che affrontano il nostro stesso tema su riviste internazionali.

Riprenderà anche la pubblicazione delle tesi di specializzandi/e, sia di psicoterapia che di Counselling.

Da questo numero la nostra rivista sarà anche interamente scaricabile in lingua inglese.

Tutte queste novità comportano un notevole aumento di lavoro e di competenze all’interno della redazione ed un aumento di costi.

Volendo mantenere la nostra rivista disponibile per tuttə e volendo, contemporaneamente, farla crescere sia nella validità accademica e scientifica, che in quella di confronto e scambio “nel mondo della vita”, abbiamo deciso di chiedere un contributo volontario a chiunque voglia sostenere il nostro progetto.

Aggiungersi al numero di tuttə quelli che chiedono soldi non è semplice. Come diceva Gaber ci chiedono soldi per tante buone cause che senza il nostro contributo perirebbero e lui si chiedeva “Ma devo fare tutto io?” Ovviamente no! L’unica cosa che possiamo proporvi è di dare un contributo a questo numero e verificare, leggendoci, se ci sarà una crescita nella nostra offerta.

Troverete l’icona di un salvadanaio. qualsiasi cifra sarà bene accetta e contribuirà in modo fondamentale a migliora e far crescere Figuremergenti. Per il momento sarà utilizzabile solo da computer ma a breve sarà disponibile anche da smartphone

Vi auguriamo di stare bene ed essere soddisfatti

La redazione di Figuremergenti

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