Girando sulla rete sono rimasto colpito dal lavoro di Pilar Dellano, membro della Bay Area Gestalt Institute (http://www.bagisf.org/pilardellano). Pilar è una “terapeuta del matrimonio e della famiglia” californiana che frequenta le comunità kink e BDSM della Bay Area. Quelle kink sono comunità di persone che si definiscono alla ricerca di una sessualità più appagante, spesso in coppia, attraverso sperimentazioni con oggetti (fetish, toys o altro) o situazioni stimolanti (luoghi pubblici, partner differenti). BDSM (Bondage, Discipline, Sado, Maso) è più assimilabile ad uno stile di vita codificato e meno “esplorativo” e che attrae persone che cercano relazioni consensuali sadomasochistiche ed esplicitamente abusive. Con Pilar ho esplorato in che modo pratiche sessuali e ambiti di esperienza minoritari sono opportunità di crescita per se stessa e per i suoi clienti.
Piergiulio Poli: mi dici la tua storia come terapeuta che ha uno studio a San Francisco, uno degli angoli del mondo dove gli stili di vita kink sono più diffusi?
Pilar Dellano: Sono diventata terapeuta dopo essermi trasferita da a San Francisco da Cambridge (MA), un’altra città conosciuta per la sua cultura aperta e progressista). Ho lavorato come educatrice sulla sessualità, incontrando persone che parlando di sessualità desideravano fortemente essere incontrate con accettazione e senza pregiudizio.Come gestaltista sono curiosa del tema del desiderio, come può espandere o limitare le nostre vite. La sessualità è una porta di ingresso a modi di espressione ed esperienza molto vari, qualcosa da celebrare e utilizzare nella nostra ricerca di connessione e vitalità. Sfortunatamente la nostra cultura è ossessionata dal sesso e in uno stato di negazione rispetto a ciò che veramente significa. Siamo pieni specialisti del sesso, sappiamo tutto, ma restiamo interdetti quando scopriamo a quale profondità di consapevolezza ci può dare accesso. Nella mia pratica mi dedico a offrire una cura competente e culturalmente informata ai miei clienti, soprattutto quelli che si vivono come outsiders. Come clinico amplio la mia comprensione positiva e affermativa delle regole sessuali, della differenza di genere; il mio obiettivo è quello di limitare i danni causati da diagnosi patologizzanti e dallo stigma rivolto verso comunità minoritarie.
Ho sentito e letto delle comunità kink della Bay Area. Suppongo di essere un po’ idealista nei loro confronti: vedo questi movimenti come dei bellissimi tentativi di affermare pubblicamente il diritto di vivere la sessualità.
La Bay Area è certamente casa per numerose comunità e subculture, che per la maggior parte si supportano e arricchiscono a vicenda. San Francisco è fiera della sua ricca e multiforme storia di attivismo, innovazione e attitudine positiva verso la sessualità e la diversità. Non è però il porto franco che io spero possa diventare; c’è comunque violenza e discriminazione contro le minoranze o chi è percepito come outsider sessuale. Sottogruppi esposti a critica sono le comunità kink e fetish, gente che ha “orientamento non conforme” tra le altre minoranze sessuali. Sfortunatamente i professionisti possono inavvertitamente perpetuare il problema, stigmatizzando o patologizzando i clienti. Non c’è sufficiente educazione o consapevolezza di cos’è kink per portare un supporto competente ai clienti delle “frangie” sessuali (in inglese, fringies): BDSM, Kink, Leather e Fetish.
Dove vivo le comunità gay sono abbastanza visibili e accettate ma il BDSM è un’attività underground, lo stigma è forte.
La tua comunità come altre nel mondo, inclusa la mia, continua stigmatizzare gli outsider sessuali. Per me questo è dovuto semplicemente ad una scarsa comprensione di cosa sia kink e ad una certa ignoranza relativamente all’impatto positivo nella relazione e nella comunità. E’ stato dato grande valore alla costruzione di competenze multiculturali rispetto al mondo gay. L’intersezione di sessualità e diversità culturale non è stata presa in considerazione ed è stata completamente ignorata nei corsi di laurea e professionalizzanti. Il risulltato è che i clienti si confrontano con terapeuti sotto-educati che sono esposti al rischio di patologizzare le scelte sessuali. Tristemente, alcuni clienti non si lamentano con il terapeuta per essere giudicati, rigettati o patologizzati.
Quali sono le questioni che ti portano i clienti?
La maggior parte dei clienti -kink o meno- vengono da me per trovare supporto nella ricerca della loro vitalità e per diminuire la loro ansia. Ecco una lista che mi sono preparata dei motivi per cui persone che si definiscono kink vengono da me:
- Migliorare i loro skills di comunicazione / negoziazione
- Lavorare sull’alienazione e l’isolamento come risultati dello stigma
- Esplorare i confini e trovare chiarezza rispetto agli interessi sessuali
- Supporto nel fare coming out con partners, amici, famiglia
- Timore di non trovare partner con interessi e desideri compatibili
- Distinguere dinamiche abusive da pratiche sicure e consensuali
- Negoziare spazi BDSM dopo una separazione
- Differenze di desiderio sessuale nella relazione
- Esplorare colpa o vergogna introiettata in relazione agli interessi sessuali
- Integrare l’identità kink all’interno degli altri aspetti della loro vita
- Esplorare il loro mondo interno erotico
- Entrare in una comunità kink
Come terapeuta lavori di più con persone che sia approcciano alle pratiche BDSM per esplorare la loro sessualità o con persone che vivono aspetti problematici, poco sicuri o pericolosi dell’appartenere ad una comunità underground
Come terapeuta sto con i miei clienti nell’esplorazione dei desideri e dei modi in cui questi desideri dirigono e li riflettono nella loro vita. Per molti clienti BDSM può essere un luogo dove diverse parti della loro identità possono fiorire in modo sano, divertente e consensuale. Per altri è un’esplorazione di ambiti che in precedenza avevano rifiutato. Essere parte di una comunità BDSM è solitamente una pratica migliorativa e affermativa di sé. Non c’è niente di intrinsecamente pericoloso nel partecipare ad una comunità BDSM. L’aspetto più pericoloso dell’appartenere ad una cultura stigmatizzata è l’invisibilità, la mancanza di accesso al sistema sanitario e la generale cancellazione dalla società “maggioritaria”.
Sono interessato alle tue riflessioni sulla integrazione di potenzialmente dolorose pratiche sessuali all’interno di relazioni di cura ed amore
La sessualità kinky o il BDSM non sono antitetiche all’amore e alla cura. Come in ogni altra pratica sessuale l’abuso può avvenire, oppure possono instaurarsi dinamiche poco salutari. Il gioco kink, in molti modi, rafforza e supporta la connessionetra partners. Spesso coppie che includono pratiche kink nel loro repertoire sessuale mi dicono di sentire maggiore fiducia gli uni degli altri. Altri benefici sono il miglioramento della comunicazione, la creazione di opportunità per prendersi cura di sé ed esplorare, sperimentare libertà attraverso controllo e/o sottomossione, l’esplorazione degli aspetti più “dark” del nostro mondo interiore.
Da un punto di vista teorico la nostra scuola sta esplorando l’aggressività sessuale come una forma specifica di aggressività, finalizzata a supportare la crescita reciproca dei partner…
BDSM è un’espressione dell’urgenza umana di crescere contattando, noi stessi e gli altri. L’aggressività sessuale e la sottomissione sessuale sono parte di ogni esperienza umana, indipendentemente dal fatto che decidiamo di classificare come “kinky”. L’esperienza di aggressività sessuale che BDSM può offrire è ideale perchè è radicata nella consapevolezza di sé, nella fiducia, nella comunicazione e nella connessione mutua.
BDSM ti invita in uno spazio dove l’esperienza di potere sessuale, controllo, eccitazione e eroticismo può svilupparsi e sorprenderci. L’uso del potere, del controllo, dell’eccitazione nelle pratiche BDSM spesso ingrandisce il senso di distanza e mistero del nostro amante, che può essere molto erotico. BDSM invita le polarità a farsi esplicite. Ecco, chi aggredisce e chi si sottomette, insieme creano un forte e caldo (hot) stato di differenziazione. Il più pericoloso aspetto rispetto alla nostra sete di potere, controllo e aggressione è il timore che ne possiamo avere o la negazione. Così può diventare profondamente potente e prendere il comando in modo non richiesto.
In che modo trovi la gestalt utile nel tuo lavoro?
I valori della gestalt e di BDSM sono molto simili. Entrambi sposano una linea di scelta, responsabilità personale, consapevolezza del corporeo, comunicazione diretta, investigazione delle polarità interne e la bellezza delle espressione di tutte le parti che compongono la nostra identità. Molti dei miei clienti kinky arrivano a me in una empasse: pronti per abbracciare se stessi come ricercatori della sessualità, ma anche appesantiti da introietti che provocano vergogna rispetto alla sessualità “normale”. La terapia della gestalt aiuta nel suo modo unico a “spacchettare” questi sistemi di credenza indigesti e a sostituirli con conoscenza di sé, informata e incorporata (“informed and embodied self-knowledge). L’enfasi che la gestalt mette sull’espressione di sé, vitalità e riconoscimento è particolarmente utile a ogni cliente che tenta di sottrarsi alla vergogna e al rifiuto di sé.
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